mercoledì, dicembre 19, 2007
Alessandro: Ho scritto alla ministra Livia Turco per conto della mia amica più cara... speriamo bene: la democrazia sarà telematica, ma metà dei suoi indirizzi email trovati via Google danno messaggi d'errore (forse sono superati, uno era della Camera: infatti quello del Senato sembra attivo).
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lunedì, dicembre 17, 2007

Alessandro: nell'Italia di oggi, che si batte per mille motivazioni, una piccola storia che fa sbarrare gli occhi dal terrore perchè potrebbe capitare a ognuno di noi... spero non la dimentichiate mai.

Direttamente da www.luogocomune.net (e da un sacco di altri siti... ma non in TV!!!)

politica italiana : Lettera a Giorgio Napolitano
Scritto da Redazione il 16/12/2007 9:35:38 (1530 letture)

di Claudio Bianzino

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Signor presidente,

nonostante la grande stima che ho nei suoi confronti, mi perdonerà se, seguendo l'esempio dei miei genitori, volutamente non uso le lettere maiuscole nel rivolgermi a lei ed alle istituzioni in genere, nel tentativo di riavvicinarvi un po', almeno simbolicamente, alla popolazione italiana.

Leggo sui giornali, con immensa gioia, che é stata finalmente presentata all'ONU la moratoria internazionale sulla pena di morte. Credo che sia una grande battaglia di civiltà portata avanti dal nostro Paese.

La vicenda di cui vorrei informarla, però, è un'altra.

Non so se ha sentito parlare di quell'uomo di 44 anni, trovato morto nel carcere di Capanne, nei pressi di Perugia, la mattina del 14 ottobre scorso.

Quell'uomo era un falegname che viveva nelle campagne dell'Umbria, nel cuore del nostro Paese, e conduceva una vita fatta di duro lavoro, amore per la propria famiglia ed i suoi tre figli, di preghiera ed amore per la natura. Quell'uomo costruiva mobili, mensole, porte, finestre, soppalchi. Era una delle persone più tranquille del mondo, quell'uomo, ed era circondato da centinaia di persone che gli volevano bene. Era un nonviolento, un "gandhiano", e, come me, avrebbe apprezzato moltissimo l'iniziativa per l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo.

Quell'uomo la sera del 12 ottobre è stato arrestato ...

... perché nel suo orto è stata trovata qualche piantina di canapa indiana per uso personale.

La canapa, come è noto, è quella pianta che i nonni dei nostri nonni hanno coltivato e utilizzato per centinaia di anni, fino all'introduzione in Europa del tabacco, pianta che, a differenza della canapa, provoca dipendenza e causa milioni di morti in tutto il mondo.

Va da sé che se in un Paese aumentano le cose considerate illegali, il mondo dell'illegalità trova nuova linfa per alimentarsi e diventare sempre più forte. Ecco probabilmente perché, venendo incontro alla mafia, alla camorra, alla 'ndrangheta, alle multinazionali del tabacco, nonché alla malavita in genere, la canapa è stata equiparata alle droghe ed inserita tra le sostanze illegali.

Fermo restando, comunque, che il problema della droga, quella vera, quella che si trova con gran facilità in tutte le discoteche, o quella di cui fanno uso molti uomini d'onore che siedono sui banchi di Montecitorio e Palazzo Madama, sia un problema molto serio. Ma torniamo al nostro uomo, un problema ancor più serio.

L'arresto è avvenuto al termine di una giornata di perquisizioni, a seguito delle quali, oltre alle piantine, si è scoperto che il falegname aveva soldi in casa per un valore di 30 (trenta) euro, e nessun conto in banca o in posta. E' stato quindi deciso di mettere l'uomo, totalmente incensurato, in una cella di isolamento, e lasciare a casa, per un tempo indeterminato, un ragazzino di 14 anni in compagnia della nonna ultranovantenne in precarie condizioni di salute.

C'è chi dice che l'uomo sia stato scambiato per qualcun altro, forse per uno spacciatore, forse per un anarchico o chissà chi.

I fatti ci raccontano che dopo l'arresto, sono state effettuate le consuete ed accurate visite mediche e psichiatriche, attestanti che l'uomo era in perfette condizioni psico-fisiche, con pressione arteriosa e battito cardiaco ottimali. La mattina del 14 l'uomo è stato trovato morto.

I medici legali, la voce della scienza, ci dicono che dopo la prima autopsia sul corpo dell'uomo sono state riscontrate delle lesioni. Lesioni compatibili con l'omicidio. Compatibili con la tortura. Tortura che, se confermata, è stata certamente compiuta da professionisti, gente addestrata ad uccidere con metodi che non lasciano segni esteriori, ma svariate lesioni interne, riscontrabili solo tramite esami autoptici.

Ovviamente c'è un'indagine in corso, che potrà confermare o meno queste ipotesi. Ed a proposito dell'indagine, essendo lei anche il presidente del Csm, vorrei informarla di alcuni particolari. Si sa che un carcere di "sicurezza" è tenuto ad essere videosorvegliato ed a fornire le immagini di tutto ciò che succede al suo interno, 24 ore su 24. Ma le attese immagini chiarificatrici non hanno ancora chiarito nulla. Si sa anche che quando un magistrato fissa l'incidente probatorio è obbligato a convocare tutte le parti in causa. Ma anche questo non è successo. Ultima precisazione, poi, che potrebbe apparire alquanto bizzarra: il magistrato che sta conducendo le indagini è la stessa persona che ha ordinato l'arresto dell'uomo.

E' ovvio, comunque, che in un Paese civile come il nostro, un Paese che diffonde democrazia, pace e giustizia in tutto il mondo, ci si aspetterebbe che, se ci fosse qualcuno sospettato per aver commesso un simile assassinio, costui fosse quanto meno sospeso dal proprio incarico. Beh, non ci crederà, signor presidente, ma questo non è successo.

Un Paese come il nostro, che porta alta la fiaccola dei diritti umani ed urla al resto del mondo di abrogare la pena di morte, consente a propri dipendenti, sospettati di simili atrocità, di continuare ad esercitare la loro "professione" indisturbati, magari nei confronti di altri uomini o donne. Magari proprio in questo momento, mentre le sto scrivendo.

Sabato 10 novembre a Perugia c'è stata una grande manifestazione, piena di giovani e con oltre duemila persone, che chiedevano verità e giustizia per quell'uomo. Chiedevano di poter vivere in un Paese migliore, signor presidente.

Ho la speranza, signor presidente, che un giorno qualche nazione, ancora più civile della nostra, vada all'ONU a chiedere che venga fatta piena luce sulle centinaia di morti che avvengono all'interno delle carceri italiane.

Questo per sperare di poter vivere in un mondo un po' più giusto, un po' più libero, un po' più vivibile. Così come avrebbe voluto anche quell'uomo. Quell'uomo che si chiamava Aldo. E che era mio fratello.

Distinti saluti.

Claudio Bianzino

La lettera ci è stata segnalata da Claudio Negrioli (Clausneghe), che l'ha ricevuta dall'Autore e l'ha pubblicata sul suo blog.

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sabato, dicembre 01, 2007

Alessandro: sono arrabbiato, ma allo stesso tempo felice di avere in tasca le soluzioni, o almeno di averne ricevute.

Cominciamo dal principio: sabato scorso sono andato a vedere Ligabue al Palalottomatica. Da quando hanno fatto i lavori all'ex Palaeur ci avevo visto solo Grillo, quindi era il primo concerto. Ricordo quelli nella vecchia struttura, George Michael, Yes, Rod Stewart, addirittura gli Spandau Ballet della preistoria... l'audio era un disastro. Devo dire che è parecchio migliorato, anche se durante alcune canzoni si faceva un po' fatica a capire le parole (complice anche il Liga, probabilmente). Il problema stavolta è stato il video. Immagino che dalla tribuna centrale fosse perfetto, ma dalla mia tribuna laterale (settore A10) era praticamente impossibile vedere qualcosa, se non fosse stato per l'anello ovale dove Liga è andato a cantare alcune delle sue canzoni... parziale consolazione, il fatto che alla mia destra c'erano centinaia di persone che vedevano (!) ancora peggio, e altrettanti ce ne erano nei settori corrispondenti dall'altra parte del palco. Il tutto per QUARANTA EURO. Ho scritto a Palalottomatica e a Ticketone, devo dire che hanno risposto in maniera abbastanza corretta ("poteva andare nella tribuna centrale da CINQUANTASETTE EURO, lei era in una zona a visibilità limitata", quindi se non spende quanto spenderebbe per vedere le rockstar americane che devono rientrare del trasferimento transoceanico non vede molto, e si sbrighi a prendere i biglietti perchè comprandoli il giorno in cui vanno in vendita, come ho fatto peraltro io, potrebbero essere già esauriti)...

Oggi invece l'obiettivo è stato Mondo Convenienza: si è rotto di nuovo il flessibile della cucina, a quattro mesi dall'acquisto della stessa. L'arrabbiatura è stata relativa, devo ammettere che il loro servizio clienti è straordinariamente attento alla soddisfazione del cliente (quindi provvederà appena possibile a risolvere il problema nel modo migliore) e ne ho avuta più volte la riprova, però resta il fatto che ho dovuto passare oltre due ore a caccia dei pezzi di ricambio...

PS 14.500 visite, 500 in 49 giorni...

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