Alessandro:
Il mitico Andreotti diceva "A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre!", ed era una persona davvero arguta.
Lo spettacolo deve continuare... ma ci sono eccezioni alla regola, quando cio' che accade e' TROPPO piu' grande e grave di qualsiasi spettacolo...
e allora che si fa? Si ferma lo spettacolo e la girandola di miliardi che vola intorno ad esso.
Immaginiamo ad esempio il Grande Fratello.
Miliardoni degli sponsor, dieci milioni di spettatori...
Poi ZAC, la randellata: i due ostaggi italiani, le due Simone, sono state uccise, lasciamo perdere da chi.
Se la notizia tiene banco mezzora nel TG delle 20, il Grande Fratello e i suoi interessi enormi DEVONO saltare per aria... e invece non c'e' conferma, si affretta a dire il Ministro degli Esteri Frattini...
Se oggi dovesse uscire la notizia che sono davvero morte, Andreotti avrebbe ancora una volta ragione, ti pare? In che nazione viviamo, in tal caso? Fa un po' schifo anche a voi? :-(
Alessandro: Ieri sera ho finito di rileggere la sezione Sulla scrittura di On writing, il libro di Stephen King che forse mi è stato più utile nell'evoluzione da scribacchino a scrittore. Scrittore: non mi vergogno a definirmi così. Sarò scrittore in erba, esordiente, ma non aspirante: ci sono quasi cinquecento pagine tra Basta! e Orchidea a confortarmi.
Ho riletto, dopo quattro anni dalla prima volta, con il sorriso sulle labbra.
Ho fatto bene i compiti, Steve!
Ho seguito i dettami del Re come se avessi avuto il decalogo affisso al muro, sopra il monitor.
Sono talmente entusiasta, che vorrei urlarlo dalla finestra: "Grazie, Steeeeeve!"
Dato che però mi prenderebbero per matto, eccomi qua.
Alessandro Maiucchi presenta: "Leggendo King: le lezioni che ho imparato".
Roboante, eh?
In primis, il Nostro ci racconta la storia della Cassetta degli Attrezzi: come lo zio portava in giro la sua, anche per cambiare una lampadina, perchè non sapeva mai cosa sarebbe servito... allo stesso modo il Piccolo Scrittore deve attrezzarsi.
Nella Cassetta ci deve essere un Vocabolario. Qui sono fortunato: in italiano scritto avevo il massimo dei voti già a scuola, e chi ha letto per intero i miei romanzi mi ha confermato che "ci sono meno refusi che sui libri Mondadori": aggiungete a questo il fatto che in quelle famose cinquecento pagine non avrò fatto più di dieci correzioni "da vocabolario", e converrete con me che sono abbastanza attrezzato. King dice "usate sempre la prima parola che vi viene in mente, se appropriata e colorita", e anche qui ci siamo: quasi l'80% di ciò che travaso dal mio cervello al mio pc rimane intoccato, raramente cambio una parola, e scrivendo alla velocità alla quale scrivo non ho davvero tempo per "cercare" una parola troppo affettata... diciamo che si, mi succede, ma non più di una volta ogni due pagine.
Accanto al vocabolario ecco la Grammatica. King dice di non usare mai la forma passiva, perchè è segno di insicurezza, e io non lo faccio quasi mai, almeno non me ne accorgo (come ammette di fare anche lui a volte). Lui dice di limitare gli avverbi, tipo "Chiuse la porta saldamente", perchè deve essere chiaro dalla narrazione. Dice di non usare sinonimi di "dire", e io non lo faccio mai. Dice che l'unità di misura è il paragrafo e non la frase: qui devo dire che non sono ancora come vorrei, troppe volte sono costretto a limare la forma e soprattutto gli stacchi tra paragrafi (fermo restante il contenuto).
In secundis, lo Scrittore (ci chiama Lettori, merita la maiuscola!) dice che lo scrivere si divide in tre parti.
Narrazione, ovvero collocare i personaggi in una situazione di tipo "E se..." e poi osservare come ne escono. E' quello che mi sono ritrovato a fare io in entrambi i romanzi, come ben sa chi legge questo mio blog. Inoltre King dice che, se vedete apparire un simbolismo tra le vostre righe, è doveroso usarlo. Qui non so giudicare, ma mi sembra di aver fatto il possibile.
Descrizione, ovvero la risposta alla domanda "Cosa volete che provi il Lettore?". Non bisogna entrare troppo in dettaglio, è meglio lasciare spazio all'immaginazione di chi legge: io forse me ne approfitto troppo, a volte mi pare di descrivere troppo poco. Probabilmente perchè il tempo è tiranno, e se descrivo troppo mi dimentico la Storia. L'ambientazione e l'atmosfera per King sono più importanti del fisico dei protagonisti: non posso dargli torto, odio le descrizioni in cui si parla dei calzini! Infine evitare le similitudini, ove possibile.
Dialogo, che deve essere realistico e non ampolloso. Deve essere adeguato al personaggio: alcuni dicono le parolacce, altri no, alcuni sono sgrammaticati. Ci sono grandi scrittori descrittivi che sul dialogo cadono: l'unica arma è allenarsi molto.
Quanto ai Personaggi, bisogna osservare la realtà e descriverla sinceramente: il racconto si basa sulla persona, non sull'avvenimento, mentre il romanzo si basa sulla Storia.
"E' la storia, non colui che la racconta", King dixit.
Sopra ogni cosa bisogna dire la Verità. Altrimenti è finita. Volete saperne di piu'? Comprate On writing !
Alessandro: Ieri pomeriggio, dopo quattro anni di frequentazioni elettroniche, ho finalmente conosciuto dal vivo Maria Latella... purtroppo e' stato solo per pochi secondi, perche' sono dovuto scappare a prendere Martina a danza... pero' mi ha fatto un'ottima impressione! Era per la presentazione di un libro della Fazi che mi riprometto di leggere, Il mondo delle cose senza nome. Segnatevelo!
La serata e' stata dedicata alle telefonate a Milano, ai miei amici che stavano per andare a vedere i Rush al MazdaPalace... io li ho visti come sapete a Wembley, pero' ho rivissuto quelle emozioni tramite loro... bello!
Alessandro: Santa Pupa, protettrice dei bambini, si dice... Lorenzo e' caduto dalla sedia, e non si e' fatto nulla... calcolando che era caduto anche venerdi scorso, forse e' il caso di stare piu' attenti!!!
Ieri sera ho terminato la revisione di Basta!
Dopo tante serate di lavoro, ecco la versione rivista e corretta alla luce delle osservazioni di Salvario. Nei due anni in cui ho convissuto col romanzo finito, per la prima volta sono davvero soddisfatto: alcune parti non "cantavano" come dovevano, mentre ora invece lo fanno.
Ho raccolto un sacco di materiale per cominciare il terzo romanzo, Ancora!, ma so che non riuscirò a concentrarmi... finchè una certa tipa non mi darà il suo responso!
Nell'attesa, ho la prima stesura di Orchidea pronta per il tavolo operatorio, con una decina di pagine di consigli da Salvario e la fresca rilettura di On writing, Stephen King... penso ci vorranno alcune settimane, lo manderò all'editore durante le vacanze di Natale: sperando di trovare sotto l'albero il piu' bel regalo che uno scrittore in erba possa immaginare :-)))
Alessandro: Piove a dirotto sulla Citta' Eterna... ieri giorno di ferie, e primo giorno di scuola di Martina... Terza elementare, come passa il tempo! In questi giorni faro' un provino per una trasmissione TV in coppia con Raffaello, vi faro' sapere :-)
La corrispondenza emailica con Salvario procede benissimo, ha letto Orchidea in uno stadio ben meno avanzato di Basta! e mi ha dato suggerimenti davvero preziosi (sei pagine contro le quattro di Basta!): un posto d'onore nei ringraziamenti gli spettera' di sicuro! Mi ha fatto leggere uno dei suoi racconti, momenti di grande emozione (uccide un personaggio nel modo che uso io in Orchidea!!!)
Alessandro: Finalmente mi sono tolto uno dei pensieri che mi assillano da prima dell'estate... il progetto a cui sto lavorando sembra andare in porto :-)
A questo punto mancano solo belle notizie editoriali, perche' diventi un OTTIMO settembre :-)
Alessandro: L'amico Salvario ha finito di leggere Orchidea... sembra promettere bene! :-)
Ciao Alessandro,
Per me vacanze definitivamente finite ed Orchidea letto. Ho un po' d'appunti scritti e mi ci vorrà un po' di tempo per riordinarli: lo faccio per scritto, al telefono mi prende l'angoscia e mi confonderei! Oops, mi confondo anche scrivendo, ma spero meno.
Ti anticipo che Orchidea è scritto benissimo, con una sicurezza da narratore consumato. La prima parte è davvero coinvolgente, buona anche la seconda ma con qualche perplessità. Di più non dico, ti mando poi le mie note in ordine.
A presto!
Marco