Alessandro: Ecco alcuni estratti dalle annotazioni che mi ha fatto Salvario... c'e' di che montarsi la testa :-)
"Ti anticipo che il romanzo mi ha sorpreso piacevolmente e che ha una sua ossatura forte e solida."
"La Prefazione è aggressiva ed un po' spiazzante: non ti presenti e cerchi (riuscendoci) di colloquiare subito con il lettore per fargli condividere i tuoi interessi e incuriosirlo. E poi lo lasci ammiccando e dandogli appuntamento a fine romanzo. Che dire? Stuzzica incuriosisce e, sicuramente, non lascia indifferenti e questo è l'importante!"
"Pag 28 Molto simpatico il tuo (cioè: di Demonfly!) ingresso in scena. La mosca che vola sulle spalle del Demonio: un brivido! E poi comincia la prima presentazione di ricerca sui snuff movie. I complimenti per la precisione e cura con cui ti documenti e per come sai offrire i risultati al pubblico: parti che potrebbero essere noiose e poco convincenti tra le mani di uno scrittore meno abile, diventano (e ancora più in seguito) l'ossatura del tuo romanzo, anzi le parti più sconvolgenti e appassionanti!"
"La storia della Skull & Bones è stato uno dei momenti che più ho amato in 'Basta!'. L'inquadratura storica è credibile (non importa quanto ci sia di vero) ed intrigante. Tanto materiale da stupire, stordire e (soprattutto) inquietare."
"Pag 50. La giustificazione di quello che Vincent è, nato come killer di stato e ad un certo punto anche amato dal pubblico, malato di violenza e alla fine fatalmente destinato ad entrare nell'orbita di un pazzo criminale come Yoshi è valida e convincente."
"Credo che in queste pagine si delinei bene l'impostazione del tuo lavoro: dentro c'è un po' di tutto (poliziesco, horror, azione, '007' ecc ecc) ma generi sono ben digeriti e arricchiti di una attenta documentazione storica e non solo storica e di una cura dei personaggi (quanto devi amarli!) che in certi momenti rallenta il ritmo, ma fa che tutti i personaggi siano veri attori e non comparse. Alla fine il lettore si trova davanti ad un mosaico, un puzzle i cui pezzi magicamente compaiono e logicamente cominciano ad incastrarsi tra di loro formando immagini nuove eppure già delineate: una tigre, una pozza di sangue, un uomo che piange, un assassino che lotta per il potere. Il tutto
in atmosfera lenta e continua di mostruosità e momenti di finto rilassamento, dove mai la tensione si stempera: una ragnatela che tu tessi e che si chiude intorno a quella che è la tua vera preda: il lettore!"
"Pag 60. Uno dei momenti in cui dimostri che scrivere è un'arte che si ha nel sangue: Yoshi che reagisce, senza che Vincent l'abbia realmente minacciato, puntandogli contro la pistola. Una pennellata così illumina il rapporto tra i due personaggi come un lampo. Nulla di più possono aggiungere pagine di inutili spiegazioni!"
"Pag 87. Il finale della seconda parte fa combaciare con abilità alcuni pezzi del romanzo/mosaico: prende forza sia il riferimento agli snuff movie, sia il riferimento angosciante alle telecamere che spiano la vita delle persone ogni giorno ed ogni momento."
"Pag 113. 'Erano le due del pomeriggio di un martedì qualunque.' Bellissima frase digerita da tanta letteratura americana e poliziesca che riesci a fare tua ed usare senza stonature."
"Pag 134. Eccezionale come riversi dati e conoscenze nel racconto. Anche un riferimento al Mensa, fatto scivolare nella storia con eleganza e con una disinvoltura quasi magica! Forse c'è un po' (poco poco) di vanteria nella citazione, ma come faccio a rimproverartela?"
"Vincent è uno dei personaggi chiave, coerente nella sua abitudine un po' disgustata alla violenza e nella sua fedeltà al dovere, anche quando il dovere si chiama Yoshi. Malgrado tutto e con i dovuti adattamenti, è il personaggio in cui mi riconosco meglio."
"Pag 254. Tutto si chiude, tutto è pronto. Eppure, lo ammetto, ancora a questo punto tutte le soluzioni sono ancora aperte. Vinceranno davvero i buoni? Chi si salverà?"
"Splendida (e sono contento si sia salvata) la tigre Mira: il suo osservare le luci per qualche minuto prima di scomparire (a tutti i livelli) nel buio è un tocco di grande classe e raffinatezza."
"Pag 265. Una serie di capitoli brevi e scattanti. Nessuna storia ha una vera fine, ma solo un momento di mutazione, di chiusura di un ciclo e di apertura di un nuovo momento."




